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In un'epoca caratterizzata da internet, social, chat on-line whatsapp, ove tutto sembra semplificato e lineare, in cui l'essere umano può, tramite tali strumenti, esprimere il proprio pensiero e...
Autore: Camera Sabrina
Formato: Cartaceo
Anno: 2016
Edizione: 1
Pagine: 125
Stato:Vendibile
ISBN:9788866031611
Codice interno:161
In un'epoca caratterizzata da internet, social, chat on-line whatsapp, ove tutto sembra semplificato e lineare, in cui l'essere umano può, tramite tali strumenti, esprimere il proprio pensiero e movimento, è d'obbligo domandarsi se veramente siamo liberi; perché, in fin dei conti, se siamo costantemente alla ricerca della libertà, forse è proprio perché non la possediamo. L'individuo è alla ricerca spasmodica della libertà tanto che per rincorrere essa entra in un vortice che potremmo definirlo dipendenza dalla libertà. Se si ricerca la libertà, significa forse che viviamo una crisi? Quando si attraversa un momento di crisi, si cerca, in modo tormentoso, attraverso la speranza di rifugiarsi in qualcosa, qualsiasi natura essa abbia, anche in quelle credenze effimere che tendono proprio a far sentire al riparo il nostro "io". Quando imperversa la crisi, accade che i meccanismi di difesa si assottigliano e i fattori che provengono dall'esterno si muovono come una mano invisibile, aggredendo inconsapevolmente la nostra integrità mentale, proprio attraverso quelle svariate forme di coartazione, che possono essere ricondotte nel fenomeno della manipolazione mentale. Questo lavoro ha preso avvio analizzando le diverse tecniche/fasi della manipolazione mentale, analizzandole, in particolar modo, in uno dei fenomeni criminogeni che per eccellenza le utilizza: i culti distruttivi. Si verificherà, attraverso una ricerca attenta, che le stesse tecniche, seppur con modalità diverse vengono esplicate in altri fenomeni in cui il bene dell'integrità mentale viene comunque messo in pericolo. Questi fenomeni sono: la tratta delle persone, l'associazione terroristica, la violenza di genere, la criminalità organizzata che, pur aggredendo il bene dell'integrità mentale, seppur indirettamente, trovano una collocazione normativa, a differenza di quanto accade per il fenomeno dei culti distruttivi. Il presente lavoro, oltre a porre l'attenzione sulla tutela delle vittime dei culti distruttivi, procedendo di conserva all'elaborazione di una fattispecie criminosa ad hoc in chiave de iure condendo, intende soffermarsi sugli strumenti processuali a tutela di tutte le vittime, indipendentemente se l'azione illecita trovi o meno una collocazione normativa, che abbiano subito un danno verso il bene dell'integrità mentale derivante dalle tecniche di manipolazione. Non dimentichiamo, infine, che è impegno di ogni Stato di diritto fornire risposte e protezione a quelle di cui il bene dell'integrità mentale viene messo, perché non vi è dubbio che tale compromissione pone in forse la stessa dignità e libertà umane, oltre a minare alla radice l'essenza stessa della nostra capacità di autodeterminazione.

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